La guerra civile longobarda e la battaglia di Cornate d’Adda

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LA GUERRA CIVILE LONGOBARDA E LA BATTAGLIA DI CORNATE D’ADDA

Libro di Alberto Peruffo. L’autore è nato a Seregno nel 1968, laureato all’Università degli Studi di Milano. Ha cooperato con la Sovrintendenza archeologica di Milano. Collabora con alcune riviste di storia, insegnante di storia. Ha pubblicato i seguenti saggi storici: “I corsari del Kaiser” “Marvia editrice”, Lega Lombarda 1158 – 1162. La battaglia di Carcano, “Chillemi edizioni”, Il trionfo della Lega Lombarda 1174-1176, “Chillemi edizioni”, La supremazia di Roma, battaglie dei Cimbri e dei Teutoni, “Keltia editrice”, Storia militare degli Ostrogoti, da Teodorico a Totila, “Chillemi edizioni”. Le guerre dei Popoli del Mare, “Edizioni Arbor Sapientiae”, I soldati della divisione testa di morto, “Soldiershop edizioni”, Le battaglie dei Cimbri e dei Teutoni (113-101 a.C.),“Edizioni Arbor Sapientiae”.

Tavole a colori di Luca Cristini.

 

Disponibile anche in versione digitale.

80 pagine a colori in italiano. Disponibile anche versione digitale.

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Descrizione

LA GUERRA CIVILE LONGOBARDA E LA BATTAGLIA DI CORNATE D’ADDA

Correva l’anno 671 quando il re dei Longobardi Grimoaldo (Grimuald in lingua germanica dal significato di “capo con l’elmo”) morì a seguito di un salasso infausto. Sotto questo re il regno dei longobardi aveva raggiunto il suo massimo splendore in cui l’autorità regia veniva ampiamente riconosciuta dai numerosi duchi della penisola italica. Grimoaldo fu un sovrano valoroso che compì con coscienza il dovere principale di ogni capo di stato che consiste nella difesa delle frontiere da invasori esterni. Grimoaldo a questo compito attese in maniera esemplare sconfiggendo i Franchi, nemici atavici dei Longobardi, nella battaglia di Asti, infliggendo una sconfitta tale da debellare il pericolo d’oltralpe fino all’arrivo dei Carolingi il secolo successivo. Lo stesso Grimoaldo che, prima di essere re longobardo, fu duca di Benevento riuscì a sventare l’invasione dell’imperatore d’Oriente Costante II in Italia meridionale. Annientati furono anche gli Avari della Pannonia che, una volta giunti nell’Italia nord orientale, come alleati di Grimoaldo, per soffocare la ribellione del duca Lupo del Friuli, principe di Cividale, si lasciarono andare a scorrerie e saccheggi indiscriminati in territorio longobardo.
Grimoaldo fu certo uno dei migliori sovrani longobardi alla pari di Liutprando o Alboino. La sua morte però porterà a un periodo d’instabilità, con i successori impegnati verso una politica favorevole al cattolicesimo spaccando la nazione longobarda con gli ariani, più legati alla tradizione, contro i cattolici. La guerra civile che ne scaturirà vedrà proprio le regioni orientali legate all’arianesimo contro quelle occidentali di fede cattolica ortodossa. Lo scontro sarà non solo legato alla corsa al potere da parte di un duca ambizioso con l’intento di farsi re, situazione comune nelle vicende storiche longobarde, neppure sarà solo una guerra di religione tra ariani e cattolici, quanto piuttosto uno scontro tra due concezioni diverse di visione del mondo; con quella ariana legata alle tradizioni più antiche del popolo longobardo, mentre quella cattolica più aperta alle popolazioni italiche sottomesse. Queste divisioni troveranno la loro sintesi nella battaglia di Cornate d’Adda, accuratamente descritta dal Longobardo Paolo Diacono figlio di Varnefrido (Warnefried, dal significato di “amico protettore”), cronista della storia longobarda del VIII secolo, da cui si evince l’importanza di questo scontro, archetipo delle battaglie di quell’epoca dell’alto medioevo.
La giornata di Cornate d’Adda alla fine del VII secolo rappresentò uno spartiacque della storia dei Longobardi e dell’Italia, tanto da cambiare la concezione del regno longobardo e i suoi rapporti con le altre nazioni europee confinanti.

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